Randonnee Edelweiss am Reschen

 

Il 09/09/2016 si é disputato la Rando Edelweiss, 400 km con partenza a Resia. Il percorso si snodava da Resia lungo le piste ciclabili in direzione Innsbruck, passava per il passo Brennero per poi raggiungere attraverso la ciclabile Bolzano in Alto Adige al fine di raggiungere poi attraverso Merano il traguardo a Resia. La Rando Edelweiss cade nei brevetti del ciclofachiro. Noto che le rando del ciclofachiro sono gestite in modo, chiamiamolo molto spartano. Niente gadget inutile o pacco gara. Ricevi le carte di viaggio e poi vale lo spirito cosidetto: Arrangiati! A me piace molto questo modo di fare. La Rando Edelweiss viene organizzata da Giorgio Murari, carattere speciale ed ormai un monumento nel settore del ciclismo randagio. 

Protocollo:

Sono arrivato a Resia da Merano in bicicletta. È diventato un mio vizio. Il vizio di raggiungere le manifestazioni in bicicletta. Ispirato dai vecchi tempi, quando i guerrieri ed esploratori su due ruote raggiungevano le loro corse ancora in bicicletta. Poco prima delle 10 mi trovo di fronte all´albergo Edelweiss sul lago di Resia, il punto di partenza. Musseo mi avvisa che sono in folle ritardo e al volo dopo due chiacchere veloci mi passa le carte di viaggio.

 

 La questione dell essere puntualissimo in ritardo, é un lusso che mi permetto nel mio tempo libero. Puntuale e preciso posso essere nel lavoro. Durante il mio tempo libero amo fare tutto un po alla bona. Vada come vada, anche se poi programmo e pianifico probabilmente piú di tanti altri.  Alla fine peró finora,con un sorriso e un po di bon umore  é sempre andato tutto bene e non ne valeva quasi mai la pena di stressarmi troppo o essere strapuntuale. Dopo aver salutato altri ciclisti e conosciuti mancano pochi minuti alla partenza. Con le ultime istruzioni da parte di Giorgio Murari, che ha dato il suo meglio, nel mettere sui piedi questo evento, si parte. Durante la manifestazione e dopo aver visto come tutto é organizzato, mi viene l´idea che tutto l´intorno di questa rando rispecchia il modo come Musseu si presenta al pubblico ed ai media: Semplice, lontano dal materialismo, amante della natura e sempre pronto a sfidare le filosofie umane alla ricerca delle varie veritá e dell oltre come lui lo chiama spesso nei suoi post.

Alle 10 si parte. Fa bel tempo ed é freschino. I primi chilometri ci portano sul passo Resia. Noto che sono l´unico a vestire guanti lunghi e capellino per tenere caldo le orecchie. L´enesima prova che sono forse anche troppo attento a prendere freddo. Con un sorriso penso alla maglia termica che ho nascosto compresso al massimo nella tasca attaccato al telaio. Un alé per i prudenti, i cautelari ed i lungimiranti, i paurosi ed i scettici. Dopo il passo Resia si va subito in discesa, per entrare attraverso la Svizzera in Austria. 

I primi chilometri pedalo con gente che conosco e si chiacchera di tutto. Ci si racconta il vissuto e le impressioni della stagione ormai passata. Si parla tanto e troppo, ci si diverte. Poi decido di proseguire a modo mio. Amo il mio modo di pedalare. In solitaria, in silenzio per i cavoli propri. Non seguo la schia di nessuno e non pratico l´arte del tagliastrada. Sono queste ore in sella dove stacco la spina, lontano dai rumori, dagli amici e dagli obblighi sociali, su due ruote in mezzo la natura . Sono questi gli attimi dove alla fine mi sento rinato ogni volta terminato il viaggio. Questo modo di pedalare é diventato un vizio, una mia mania. Piú lungo, piú impegnativo o complesso é il giro, meglio mi sento dopo. Per me funziona bene questo modo randagio in solitaria ed é il mio modo preferito per caricare le pile che nutriano il mio essere umano. Forse questo non é il modo ideale per tutti di staccare la spina. Altri praticano meditazione, vanno in chiesa, si ubriacono o vanno a festeggiare per liberare la mente. Io pedalo alla ricerca di posti e panorami meravigliosi, liberando mente e anima. Questo fine settimana pedalo +550km partendo e ritornando a Merano.

Dopo essere entrato in Austria, decido di prendere la ciclabile, perche il traffico intenso inizia a rompere e la strada principale a tratti si trasforma in una superstrada. Andando in ciclabile perdo il contatto con la maggior parte dei partecipanti, tranne qualche anima randagia, che la vede a modo mio.

La ciclabile via Claudia Augusta da Resia in direzione Landeck é un pezzo che mi piace molto, la faccio piú volte all anno.

 Per me questo pezzo é uno dei tratti piú belli. Poche bici, pista spartana con leggeri su e giu lungo il fiume che si attraversa piu volte attraverso ponti spettacolari.

 Ogni tanto si nota qualche monumento che riccorda le guerre mondiali e le battaglie dei tirolesi. 

Nelle vicinanze di Kematen in Tirol sono rientro sulla statale, la traccia ufficiale. Nono conoscevo la strada principale per andare da Resia a Innsbruck. Ora che conosco anche la strada statale, devo dire che la ciclabile mi piace molto di piú, anche se li a tratti si trova un po di sterrato.  

Mentre pedalo verso Innsbruck, noto che ho giá sul conto 120km. Non mene ero neanche accorto della distanza percorsa. Pochi chilometri prima di Innsbruck il percorso gira a destra su una piccolo collina per evitare il traffico intenso della citta. 

Li su tre o quattro chilometri si sale verso Götzens dove si trova la prima zona di  timbro. Timbro da un piccolo stand di kebab e giá che sono qui mene mangio "un hamburger con tutto e molto hot" come lo chiama il proprietario probabilmente indiano o pakistano. Chi lo sa. La sua totale incapacitá di preparare un piatto gustoso e visivamente accettabile viene compensata dalla sua anima allegra e vivace. Ascoltando il dialetto tirolese del simpaticone negro indiano, che parla in continuazione senza sosta, mi viene da ridere.  Lui non capisce il motivo del mio sorriso e mi guarda un po confuso con la faccia di chi pensa: Sono pazzi sti cazzi di altoatesini. 

Dopo aver mangiato la schifezza, preparata con tanta dedicazione e passione, timbro e riparto. Con un saluto del gentile fenomeno gourmet pacistano mi rimetto a pedalare. Si scende verso Mutters per proseguire in direzione passo del Brennero.

Ogni volta di nuovo quando passo sulla statale del Brennero sotto il ponte d´Europa mi impressiona questo viadotto enorme. Penso alle 22 persone che sono morte durante la costruzione. Si dice che all epoca intorno gli anni sessanta i corpi caduti all interno dei piloni di sostegno non sono mai stati recuperati. Con la pelle d´oca passo sotto il ponte. Il continuo falsopiano sulla strada del Brennero con lo strappo finale non crea problemi. Sulla salita inizia un po a piovere e qualche chilometro in avanti si notano tuoni e fulmini. Non mi preoccupo piú di tanto. Ormai dopo le mie avventure col maltempo durante Italiainbici nessun maltempo non mi fa piú paura. Godendomi la rinfrescante pioviggina pedalo verso il passo. Sono addestrato per bene. Hon con me le copriscarpe in neoprene, cosi se non piove troppo, le scarpe non si bagnano neanche. Ho il copricasco e la giacca antipioggia, che ormai da 4 anni con la giusta manutenzione mi ha accompagnato sano, salvo e in modo asciutto attraverso tutti i tipi di maltempo. Erano 300 Euro investiti per bene. Anche i pantaloni antipioggia fanno quello che devono e nient altro. Amo i prodotti Gore. Arrivato sul passo, timbro e mi preparo per affrontare la ciclabile per Bressanone sotto la pioggia. Come sempre noto che c´é gente che l´arte del tagliare le strade la ha portata alla perfezione. Cerano tempi, dove mi agitavo in silenzio di fronte a questi modi di fare. Oggi semplicemente non mi caga. Mica c´é l´obligo di seguire le traccie. Ogni uno deve andare come gli piace. A me piace seguire il percorso completo, facendolo tutto nel suo complessivo. Altri avranno altre prioritá punto e basta. Cazzi loro.

Sulla ciclabile lungo la valle d`Isarco si passa per Vipiteno, Fortezza e Bressanone, per poi raggiungere il punto di controllo sulla ciclabile nelle vicinanze di Velturno. È buio, fresco, piove leggermente e mi diverto. Il dinamo funaziona e da luce on mass. Pedalo a 26-28 km/h senza fermarmi e senza esagerare. L´infinita pianura lungo la ciclabile in direzione Bolzano da tempo per pensare. Mi viene in mente il motto di viaggio di un attuale grande ciclista di lunga distanza, che ha scritto le sue parole su un sporco pezzo di carta: " Tienilo semplice - Rimani sempre in movimento - Stai concentrato."  Ora sono concentrato perché sta per arrivare la parte della quale ho sempre molto rispetto. La notte. Sta volta non voglio cadere in fasi di sonno e sopratutto voglio tirarla dritto fino al traguardo. 

Passo a Merano poco dopo Mezzanotte. Sicome é tutto chiuso, vado avanti senza fermarmi. Verso le una noto che ho i primi problemi con gli occhi che iniziano a chiudersi. Le gambe girano senza problemi, ma gli occhi non vogliono. Dopo due ore di battaglia contro il sonno e dopo aver capito che la situazion oggi non migliorera piú se non prendo un po di sonno, decido di fare una dormitina di un mezz oretta. Mi sdraio su una banchina e mentre sto per chiudere gli occhi noto che in cielo non c´é neanche una nuvola. Ecco la spiegazione perché fa cosi freddo sta notte. I 15 gradi si fanno sentire. Sono grato per la maglia termica invernale che mi sono portato dietro. Avendo bello caldo mi addormento subito. Non sento la sveglia e mi alzo dopo un ora. Sono le 3 della notte. Mi sento bene ed ho fame. Continuo fino al penultimo punto di controllo "Al lago", un noto ristoro lungo la ciclabile della Val Venosta. La proprietaria gentile e simpatica come sempre. Dopo un breve capuccino riparto. Qui al ristoro coccolato al caldo da gentilezza e anime stanche non c´é niente che al momento mi interessa. Sono ormai intrappolato nel mio tunnel. Voglio continuare la sfida fuori. Voglio uscire al freddo e voglio sfidare i strappi sulla ciclabile verso il lago Resia. Sento che dentro di me la bestia sta ber uscire e che ora la sfida contro il sonno é vinta.

La salita sul lago di Resia non presenta grandi difficoltá. Il vento contro sulla ciclabile del lago crea un atmosfera artica. Verso le sette arrivo al traguardo. 

Ma per me non é finita li. Aspettano ancora una settantina di chilometri per ritornare a casa. Timbro al traguardo e dopo due chiacchere risalgo in sella. Sto bene e sono contento che su questi passa 400km tutto é andato senza grandi problemi.

Sono contento e soddisfatto mentre affronto gli ultimi settanta chilometri per arrivare a casa. Sono in pace con me stesso e mentre osservo l´alba che sorge, sento che é arrivato l´ora di chiudere la stagione 2016. Il 2016 era una stagione impegnativa. Impegnativa piú dal punto di vista mentale, che dal punto di vista fisico. La disdetta alla TCR, il non andare d´accordo con il mio compagno di viaggio, il continuare da solo e la sfida contro me stesso. L´insieme di queste esperienze ciclisticamente parlando ha lasciato delle traccie in me. Ho imparato, che anche nel ciclismo ad un certo livello non ricevi regalato niente. Penso che nel ciclismo é un po come nella vita. Bisogna essere convinto di quello che si fa e sapere dove si vuole arrivare.  Bisogna essere forte ed avere il coraggio di prendere in mano anche le briglie per tirare il carro avanti da soli. Facendo le mezze cose anche nel ciclismo puo capitare che uno finisce li dove lo porta il vento o la ruota che segue. Penso che questa stagione sempre ciclisticamente parlando sono cambiato di carattere e forse sono anche maturato un po sui pedali. Ho fatto sicuramente tanta esperienza per le lunghe distanze, dove voglio estendere anche in futuro il mio orizzonte. Senza dubbi Italiainbici era il highlight della mia stagione. La Valtellina Extreme ed il Tour d´ortles ormai sono sulla mia lista d´obbligo ogni anno. Con la Monaco - Ferrara e la Nove Colli, mi sono divertito alla grande ed ho conosciuto nuova gente interessante. Ora pero ho voglia di staccare la spina per qualche mese dalla bici da corsa, per poi ritornare con la mente motivata sui oedali il prossimo anno. Ho gia qualche meta in mente, che voglio raggiungere. Non bisogna sempre percorrere i percorsi che altri creano per noi, dandoci la pappa per sentirci randagi su due ruote. L´anno prossimo, ispirato da grandi viaggiatori del passato e personaggi del presente, voglio crearmi anche il mio percorso personale. Voglio crearmi la mia traccia personale attraverso paesaggi meravigliodi e culture diverse, alla ricerca di me stesso e il mondo nel quale vivo. Le possibilita e le vie sono infinité, basta usare un po la fantasia e darsi da fare. 

Ora vi saluto. Vi auguro il migliore. Ci si vede spero nella stagione 2017

 

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