2014 anno del posizionamento

Mancano pochi giorni e l´anno 2014 si chiude. Per me era un anno soddisfacente. Sia nell ambito privato che nel mondo del ciclismo ho avuto i miei piccoli successi che ne valgono la pena di tirare avanti. I miei punti di vista a volte un po alternativi e il cosidetto "fregarsene" di certe aspettative e opinioni sociali mi rendeva quest anno una persona felice. Il posizionamento nel mondo delle randonnee durante l´anno 2014 é stato una buona scelta. L´eliminazione del cronometro mi ha liberato e si é creato un nuovo modo di praticare ciclismo alla ricerca di nuovi orizzonti e limiti. Attirato dal modo semplice di fare le cose ho partecipato con molta a volte anche troppa motivazione a tante manifestazioni: Bolzano-Ferrara, Merano-Resia-Merano, Valtellina extreme, Tour d´Ortles, Verona-Resia-Verona, Oltre le mille,.......... Qualche manifestazione é andata bene e qualche altra meno. 

Facendo un breve resume, direi che quest anno ho trovato il mio modo di praticare ciclismo. Aspetto fondamentale era spesso il principio dell autonomia totale. Cosi per poche ore e a volte giorni mi sento libero e la mente si libera. La questione é paragonabile all idea di staccare la spina per un periodo determinato per poi ritornare con una testa chiara ed un orizzonte esteso. È chiare che siamo tutti diversi e che dove si mischia la massa non tutti hanno lo stesso modo di affrontare i loro progetti. Ma direi che mi sono allontanato con rispetto da modi e pratiche di fare che per me non vanno bene. Vivere e lasciare vivere, con rispetto verso me stesso e verso tutto il resto.

 Ma il 2014 non era solo Randonnee e la ricerca di nuovi limiti e orizzonti. Ho avuto l´onore di accompagnare mio padre alla sua seconda conquista del Prestigio 2014. A volte ammiro la sua grinta e il modo di approcciare le cose una volta decisi.

 Un altra esperienza indimenticabile era la partecipazione ad una tappa del Giro d´Italia in Val Martello. Con due carte Vip offerte dalla Banca Mediolanum potevo godermi lo spettacolo in prima fila. Giá farmi le foto con Francesco Moser e Paolo Bettini era il massimo. Ma poi andare con macchine sul percorso chiuso fino al traguardo e osservare lo show di Cataldo sotto la neve sullo Stelvio e vedere Quintana distruggere l´intero peleton pochi metri da me era un grande onore. Mi sentivo come un piccolo bambino che sotto l´albero di natale trovó il suo giocattolo desiderato.

Il 2014 era una stagione intensa e meravigliosa. Sono maturato sui pedali e mi sono posizionato nella direzione giusta per me che voglio proseguire i prossimi anni. Ho trovato nuove conoscenze che mi hanno fatto vedere meglio questo mondo delle randonnee di lunga distanza. Ora per il 2015 voglio provarmi e continuare. Obiettivo principale per quanto riguarda gli obiettivi misurabili é di rimanere costante nella seconda parte della stagione con progetti abbastanza ambiziosi.

 

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