Randonnee del Vallone Bellunese

 
Maggio 2018. Mentre re Stelvio dorme ancora sotto la neve, i velocipedi giú in valle giá da un bel po di tempo si sono svegliati dal loro letargo. Ed anche io ho ricominciato con le mie pedalate. Nuova bici, nuovi propositi personali ed obiettivi ispiranti per il 2018. Si! Io sono motivato, bello carico e pronto per iniziare la mia stagione randagia del 2018. Viva il randonneur! Prima stazione: Belluno. Si legge sul sito Ari: Randonnee del Vallone Bellunese, il classico di apertura del calendario ciclistico 
bellunese. 
 
 
 
 
Valutazione personale:
 
  • Lunghezza: 200km
  • Dislivello: 2400m 
  • Panorama/paesaggio: 7su10 
  • Percorso: 7su10
  • Difficoltá: 4su10
  • Organizzazione della manifestazione: 10su10
  • Voto personale: 7su10
  • La manifestazione in una frase: Bel brevetto senza grandi spettacolaritá e con gente molto simpatica. Consigliabile a chi fa le prime esperienze nel mondo dei brevetti, a chi inizia la stagione, o a chi vuole fare un giro tranquillo senza difficoltá particolari.
 
 
Ne forte, ne piano! Ma sempre lontano. 
 
 
 
Foto-Protocollo:
 
Tenetevi forte, che l´armada Mondini sta per arrivare..... Verso le cinque della mattina si parte per Paiane, un piccolo villaggio nelle vicinanze di Ponte nelle Alpi in Belluno. Chilometri trasferta: duecento chilometri in macchina. Tempo di viaggio: poco piu di due ore.
 
 
 
 
Verso le sette della mattina arriviamo a Paiane in Belluno. Il punto di ritrovo lo troviamo senza problemi. Parcheggi ci sono in abbondanza. L´iscrizione al brevetto va veloce e senza grandi problemi. L`evento viene organizzato dall`ASD Due Ruote Sport. Lo staff é ben organizzato. In 10 minuti abbiamo fatto tutto. Non si ricevono inutili pacchi gara o numeri da attaccare sulla bicicletta. Semplicemente si riceve la cartolina per timbrare ai controlli ed un roadbook. Poi vale lo spirito del randonneur: Arrangiati! Trova senza fretta i punti di controllo lungo il percorso per timbrare e fai in modo che raggiungi il traguardo entro il tempo massimo prestabilito. Niente di più e niente di meno. Proprio come mi piace. 
 
 
 
 
Verso le otto della mattina si parte. Primo timbro e via!! La manifestazione offre 3 percorsi. 80km - 130km - 200km. La nostra scelta evidentemente cade sul percorso lungo. Da Paiane ci si dirige verso Longarone lungo la rinnovata ciclabile. Mi riccordo che anni fa passavo qui quando la ciclabile nominata "La lunga via delle Dolomiti" si trovava ancora in uno pessimo stato. Mi riccordo anche di aver svuotato all epoca la scorta delle bestemmie. Oggi si passa in pace.
 
 
 
 
Dopo i primi venti chilometri si passa anche per il cimitero delle vittime di Vajont. Su in quota nel 1963 una frana precipitò nel bacino di una diga, facendolo traboccare e inondando l`intero paese di Longarone causando due mila vittime. Chi va a fare un po di ricerca su questi attimi tristi della storia Bellunese, rimarrà a bocca aperta. Con la pelle d´oca passo per il cartello che indica il cimitero. 
 
 
 
 
Dopo i primi 30 chilometri arrivano i primi punti di controllo. Ne troviamo poi uno ogni quaranta - cinquanta chilometri.
 
 
 
 
Sulla destra, sulla sinistra, davanti, dietro....... Montagne dapertutto. E noi? Si..... noi oggi viaggiamo in pianura. La traccia si snoda imperturbabile lungo i due lati del fiume Piave, con ogni tanto qualche piccola collinetta. Ma il panorama ed il paesaggio é veramente stupendo. Il Belluno fa impressione. I bellunesi sono un popolo simpatico ed a quanto pare a prima vista anche molto diligenti. Mi piace come nei piccoli borghi vengono curato con tanta dedicazione le loro casette. Sono anche rimasto un po sorpreso a vedere i prezzi immobiliari del Belluno. Mi viene quasi l´idea che noi in Alto Adige siamo proprio dei grandi scemi a pagare prezzi molto ma molto piú alti.
 
 
 
 
 Con il vento in poppa tutto prosegue senza problemi. Leggere i cartelli che indicano la direzione dei passi qui in giro, e sapendo che io oggi non scalerò da nessuna parte é un po come una punizione. C'est la vie. Non sempre posso scalare le vette piú alte. Con un sorriso mi rimetto a pedalare. Almeno abbiamo il vento a favore. E cosi il tempo passa. Giunti a metà percorso si risale lungo la Sinistra Piave con la panoramica deviazione di Seren del Grappa, l’attraversamento dei centri di Mel, Trichiana e Limana; passando per Castion fino a Ponte nelle Alpi.
 
 
 
 
Come al solito quando si va verso la fine noi apriamo il gas. E pian piano li riprendiamo tutti quelli che giá pochi chilometri dopo la partenza ci avevano sorpassato. E si! Lo so! Ormai dopo sette anni di randonnee dovrei essere piú intelligente e fregarmene di queste negligenze. Comunque lo ammetto che ogni volta di nuovo é sempre una gran bella soddisfazione riprenderli pian piano tutti quanti, quando giá a meta percorso si stancano. Che ci vuoi fare. Queste é la vita. Alla fine dei conti anche il randonniere combatte in un certo modo.  A Ponte delle Alpi inizia l’ultimo tratto della randonnèe: Il giro del lago di Santa Croce, la salita fino a Sella Fadalto, gli strappi di Codenzano e Schiucaz e l’ultimo sforzo fino a Pieve d’Alpago. Sul sito Ari si legge: Un finale impegnativo, ma che ripagherà di sicuro gli occhi per il suo paesaggio. Pochi chilometri dopo Pieve d´Alpago si arriva di nuovo al traguardo a Paiane. Siamo contenti e soddisfatti. Dopo qualche chiaccherata, uno o due bicchieri di vino rosso accompagnato da un bel piatto di pasta con insalata, verso le cinque del pomeriggio l´armada ritorna a casa. Raggiungiamo Merano poco dopo le nove di sera. 
 
La Rando del Vallone Bellunese é stato un bel giretto tranquillo di apertura stagione. Mi é piaciuto. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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