Doppia Nove Colli di Cesenatico 

#la mia terza

400km in 24ore con 8000metri di dislivello
 
 
 
 
Il 19/20 maggio 2018 si é disputata di nuovo la Nove Colli di Cesenatico. Con oltre tredici mila partecipanti l´evento si posiziona tra le piú grandi granfondo del bel paese d´Italia. Il percorso si trova a Cesenatico al Mare Adriatico, situato nella regione Emilia Romana. Su 200 km e 3800 metri di dislivello il percoso si snoda su nove Colline verso l´interno del paese, per poi ritornare a Cesenatico. La Nove Colli con la sua possibilitá di partecipare alla randonnee notturna la notte prima della grande corsa, diventa anche una meta interessante per gli appassionati delle randonnee e delle lunghe distanze. 
 
 
 
 
 
È la mia quarta partecipazione alla Granfondo Nove Colli e ormai la terza volta che partecipo anche alla rando notturna prima della gara della domenica. L´obiettivo in poche parole é sempre di pedalare due volte 200 chilometri e passa 4000 metri di dislivello entro 24 ore. Si pedala prima durante la notte con i rilassanti randagi avventurieri della Randonnee Nove Colli by night. E poi subito dopo alla mattina si riparte nonstop sullo stesso percorsco con gli scatenati guerrieri della granfondo domenicale.  Sta volta la missione doppia Nove Colli era una missione in famiglia tra padre e figlio. E quasi non ci credevo che alla fine dei conti tutto é andato cosi facile. Abbiamo terminato entrambi i percorsi insieme.
 
Ed io ne sono fiero, grato e consapevole: Saranno in pochi ad avere la forza ed anche il privilegio di poter godersi attimi sportivi del genere in famiglia. Per me intanto sono riccordi che rimarranno per sempre. Riccordi che vanno oltre le classifiche. 
 
 
 
 
 

Primo giro: La Randonnee notturna 

Non posso parlare per tutti. Ma per me il highlight della Nove Colli di Cesenatico é la Randonnee notturna che viene disputata la sera prima della Granfondo. 185 randonnieri al via. Si ispira aria randagia, aria di avventura.
 
 
 
 
 
Zona d´incontro al porto canale di Cesenatico. Ormai ci si conosce. Alla partenza incontro quello e l´altro. Sono presenti in tanti, amici, vecchi conosciuti, esempi e idoli. Dopo due chiacchere ogni uno continua il suo viaggio. Io oggi sono molto concentrato e anche un po nervoso. Mi preoccupa il dislivello che ci aspetta sta notte. Faccio il meglio per non farlo notare da nessuno. Parlo poco e controllo tutto la nostra robba per bene. Oggi sará prioritá assoluta che arriviamo sano e salvo entrambi entro le 6 della mattina al traguardo per poi poter rifare tutto il girotondo domani con i granfondisti. Si pedalerà tutta la notte per 200km attraverso 3840metri di dislivello. Con il passare degli anni il doppio giro della Nove Colli é diventato un mio vizio. È diventato una routine. Ognitanto mi piaciono la pedalate nel buio della notte. Mi piace quando sfido il silenzio totale dopo mezzanotte, quando combatto contro il fresco, il vento e il sonno. A volte quelle pedalate sono come una medizione. Il piú bello delle pedalate notturne é sicuramente l´alba. Quando ho attraversato in sella il buio della notte e pedalo verso l´alba, allora ogni volta di nuovo per me é come una rinascita. Sono attimi dove mi sento invincibile e che mi regalano energie ed emozioni che sono difficile da spiegare. Bisogna forse aver vissuto momenti del genere per capire. Ormai é da piú di 4 anni che sono infetto dal virus delle lunghe distanze, e il mio fisico pian piano si abitua a certi sforzi e fa si che le distanze che anni fa per me sembravano impossibile ora diventano sognabili. È anche vero che non sono piú il giovane ragazzino che fa le prime esperienze nelle lunghe distanze. Forse sono sempre ancora giovane, ma sono maturato e negli ultimi hanni le mie esperienze le ho fatte. Penso che oggi ciclisticamente parlando so cosa e perché lo faccio. So come mi devo comportare per portare a termine con la testa alta le mie sfide senza danneggiare il fisico. Sono convinto che quest`anno anche grazie a certe esperienze degli anni passati siamo riusciti a terminare la doppia Nove Colli in coppia senza particolari difficoltá. 
 
 Partenza verso le ore 18.00. 
Il percorso é completamente frecciato. Non servono dispositivi gps e non serve il roadbook. Il gruppo é compatto e si viaggia a quaranta all´ora verso le prime colline.
 
 
 
 
Quanto mi piace questo modo di pedalare durante le randonnee. C`è tempo per godersi il paesaggio lungo il percosro e di farsi le foto. Non bisogna menare e c´é spazio per le chiacchere e per raccogliere attimi silenziosi di pace. Con il passare dei chilometri vedo che stiamo andando molto meglio dell`immaginato. 
 
 
 
 
Sulle prime colline abbassiamo il ritmo. Non abbiamo ancora la forma per le salite come la ha il frullatore al Giro d´Italia, ma noi sapiamo come difenderci. Accettiamo che la forma non é ancora al top e proseguiamo con calma. Sulla Collina nominata Barbotto si fa il primo pieno con pasta e panini. Mangio e bevo. La notte é ancora lunga e dai vecchi lupi randagi ho imparato che bisogna mangiare robba consistente per sopravivere avventure di questo genere con la testa alta. Le strade solitarie e abbandonate dalle macchine lungo il percorso della Nove Colli sono veramente uno spettacolo. La vista sulle colline infinite é stupenda. Con il tramonto lo stato d´animo salle alle stelle. L´atmosfera é speciale. Si viaggia.
 
 
 
 
Con la notte arriva anche il buio e noto che il mio nuovo smartphone non solo consuma inutilmente energia ma fa anche delle foto di pessima qualita. Un grazie di cuore agli incapaci di Samsung. Con un sorriso decido che in futuro usero di nuovo la mia vecchia fotocamera compatta comprata cinque anni fa. Durante la notte le foto diventano rare.
Nel frattempo noi pedaliamo su e giu per le nove colline della Nove Colli di Cesenatico. Polenta, Ciola, Barbotto e co ci tengono svegli. Le discese sono belle fredde e si soffre. Le salite sono belle impegnative e si soffre altretanto. Insomma ci divertiamo. La mia scelta di viaggiare leggero e di non mettere il mozzo dinamo di notte non era la scelta migliore. Nelle discese rigide con la lampada in testa si vede poco niente e le strade sono in uno pessimo stato. Ma i tanti buchi nell asfalto hanno anche qualcosa di buono. Con le vibrazioni continui non corriamo il rischio di addormentarci durante le pedalate. Il tempo e le colline passano. Con un dolcetto all ultimo ristoro raggiungiamo belli stanchi, sudati e puzzanti il traguardo a Cesenatico poco prima le sei della mattina.
 
 
 
 
La partenza della Granfondo é prevista per le sei della mattina. Ma non fa niente noi siamo nelle ultime griglie e partiremo verso le 6.30. Dopo due chiacchere al traguardo, timbro, medaglia ed una foto che non si trova piú lasciamo il traguardo per cambiare il vestiario nell´albergo. Si va un po di fretta. Per il prossimo anno si sa giá dove migliorare al fine di avere piú tempo per cambiarsi e fare la doccia dopo la rando notturna. 
 

Secondo giro: La granfondo

 
 
E venti minuti dopo siamo di nuovo in griglia. Io e babbo abbiamo girglie diverse. Arrancione e nero. Ci mettiamo d´accordo di aspettarci al primo ristoro. Detto fatto. Ogniuno si infila con gli ultimi ciclisti della propria griglia di partenza. E subito cambia l´aria. L´atmosfera rilassante della randonnee notturna é storia. Noto faccie nervose e pimpanti dapertutto. Non conoscevo le retrovie delle griglie di partenza. Normalmente nelle granfondo mi metto sempre molto avanti nella mia griglia di partenza, li nel territorio dove si trovano i galletti del fine settimana, quelli che pensano di essere i piú fighi e piú forti. Per me loro hanno la giusta ruota per tirarmi in direzione delle prime salite, dove io poi proseguo con il mio passo divertendomi e facendo le mie foto. Ma oggi qui in girglia di partenza con gli ultimi del peletone mi vedo un po circandato da anime perplesse ed un po perse. Ho seri dubbi che uno di questi mi tirerá dalla partenza verso le prime colline.
 
 
 
 
Alle sei e mezza parte la mia griglia. Decido di pedalare con tranquilitá al primo ristoro per aspettare babbo che si trova in una delle griglie un po piú indietro. 
 
 
 
 
Come al solito nei primi chilometri l´inferno si scatena. A destra, a sinistra passano come tei tori indiavolati. In continuazione si sente:Attenzione! Sinistra! Destra! Per favore a destra! Occhio! Sinistra...... Che rottura di scatole! Vedo gente che mi sorpassa e mi taglia la strada come se non avrei una ruota anteriore. C´è gente che frena e accelera in continuazione rallentando in tale modo tutto il gruppo e creando continui buchi nel peletone. Ci sono anche coloro che mandano le bestemie al vicino. Ma per favore. Ridete che vi passa! Avevo totalmente dimenticato che le ultime griglie delle Granfondo sono cosi incasinate e pieno di persone non capace di guidare le loro biciclette. 
 
 
 
Quando la pianura finisce i guerrieri granfondisti nelle retrovie della Nove Colli decidono che sulle salite la bici si spinge! Non ho mai visto una cosa del genere. Sono un po stanco e con giá piú di duecento chilometri nelle gambe della rando notturna ora avrei tanto da dire, ma al fine di non creare polemiche decido che sara meglio tacere e godermi il branco delle pecore granfondiste. 
Si, avete ragione, le rando sono proprio tutta un altra cosa. Li le pecore non esistone. Nelle randonnee si trovano solo leoni educati. Con un sorriso penso anche ai runner della Nove Colli Running, la maratona per podisti. Facciamo anche noi i podisti oggi!! 
 
 
Poi in discesa tutti forti!
 
 
 
Alla Nove Colli ci sono anche i ristori speciali. Coloro che vanno alla caccia della classifica non lo sapranno neanche. Ma in una delle colline dopo il Barbotto c´é il ristoro con la grigliata. Barette, sali e le solite schifezze per i gareggiatori qui non si trovano. Da questo ristoro ogni anno di nuovo a volte si trovano i fenomeni ciclisti che con i loro modi di fare semplicemente fanno la differenza. Anime allegre che si fregano del loro tempo di percorrenza e che sono disposto a regalare la loro anima per una semplice salsiccia alla griglia fatta in casa accompagnato da un buon bicchiere di vino. Una sosta per godersi almeno i profumi saporiti qui é d´obbligo per il buongustaio.
 
 
Verso mezzo giorni abbiamo percorso trecento chilometri. Stiamo bene entrambi. Le gambe ci sono e la forza non manca. La mancanza di sonno invece si fa sentire. Se ho imparato una cosa negli ultimi anni, allora é che il sonno non si combatte a lungo. È pura follia combattere per piú ore contro gli occhi che si vogliono chiudere. Da veri randonnierei decidiamo di fermarci un attimo in un agolino caldo e coperto dal sole per fare un bell mircosonno di una decina di minuti. Dopo un mezz oretta si riparte. Aspettano le ultime salitelle.
 
 
 
 
 
 
A basso ritmo si prosegue. Non c´é bisogno di menare. Siamo in tempo. All ultimo ristoro decidiamo come al solito di aprire il gas. Raggiungiamo un gruppo ed insieme si mena a quarantasette orari gli ultimi cinquanta chilometri verso il tragurardo. 
 
 
 
 
L´armada raggiunge il traguardo con lo stato d´animo alle stelle. In coppia 400km in sotto 24 ore. Abbiamo impiegato poco meno di dodici ore per giro. È andato tutto alla grande come programmato e senza imprevisti. La forma é in crescita. Le gambe ci sono. La testa c´é. Chi vuoi che ci batte?
 
 
L´anno prossimo? State tranquilli che io ritorno di sicuro!
 
 
 


 

 

Dati sul percorso

Il percorso

Percorso