Brevetto Fiumi e Lagi di Sportverona 300km

17.03.2020 10:59

23/03/2019. Siamo alla fine di marzo. Gira aria primaverile. Si parte per il secondo brevetto dei magnifici quattro. Tema odierno: Fiumi e laghi. Si pedala per 300km lungo fiumi e laghi attraverso piste ciclabili. 

Ora di partenza: sabato 23:00

Distanza: 300km

 Dislivello: +1400m

 Percorso praticamente piatto e senza particolari difficolta per chi sa regolarsi, gestirsi e risparmiarsi durante le ore notturne. 

 

Percorso:

Montorio - Verona-Ciclabile in direzione Villafranca - Mantova - Valeggio sul Mincio - Peschiera del Garda - Lungo il Lago di Gardo fino a Torbole - Ciclabile fiume Sarca - Lago di Cavedine - Nago - Passo SanGiovanni - Mori - Ciclabile Val d`Adige - Valpolicella - Salita delle Torricelle - Montorio a Verona

 

L´anima di Musseo a destra

 

Valutazione personale:

Paesaggio Panorami: 7/10 
Difficolta percorso:  3/10
Difficolta climatiche: 4/10
Organizzazione: 10/10
Consigliabile: 7/10
Costi d`iscrizione:10/10
 
Valutazione cumulativa: 7,5/ 10
 

 

Protocollo:

Raggiungiamo la Villa Guerrina a Montorio nelle vicinanze di Verona verso le 8 della sera. Con piú di tre ore in anticipo andiamo a ritirare le carte di viaggio. Musseu, l´organizzatore e il suo staff danno un cordiale benvenuto a tutti i ciclisti. Gira aria di semplicitá. Il ritiro delle carte di viaggio va veloce e senza problemi. Troviamo il tempo di mangiare ancora un piatto di pasta e di fare due corte chiacchere con altri participanti e simpaticoni. 

E poi finalmente verso le ore 23.00 della notte ci si ritrova sul punto di partenza.

340 ciclisti al via. È presente un bel miscuglio di amanti della bicicletta. Vedo i randagi randonnieri, i guerrieri competitivi, qualche ultracycler, i soliti simpaticoni casinisti ed anche certe anime con le quali non trovo sintonia. E per me va bene cosi. Basta dare spazio a tutti e rispettarsi a vicenda. Insieme si parte con buon umore alle ore 23. Fa buio e freschino.

I primi chilometri passano in tranquillità per il centro di Verona, che ormai conosciamo dalla 200km di qualche settimana fa. Chi su google maps ha fatto le ricerche conosce gli edifici storici e importanti dove si passa. La foto di gruppo é prevista davanti all`arena di Verona.

Dopo la foto di gruppo si lascia Verona per entrare nel buio della notte. Gira aria d´avventura, aria randagia. Si entra nelle ciclabili nei d´intorni di Verona e Mantova. Dopo Verona perdo di vista babbo che probabilmente é andato con un gruppo un po più veloce. Io invece mi ritrovo in un gruppo che viaggia molto piano e costante. Mi piace l´andatura a 25km orari attraverso il buio della notte. E cosi i miei primi 100km in direzione Mantova diventano una vera e propria passerella a ritmo basso. Non sudo e non consumo inutilmente energie che poi mi serviranno nella tarda notte per restare sveglio e concentrato. Ormai con gli anni ho trovato i miei modi di fare per la notte in sella che per me funzionano molto bene. Di notte per me vale la semplice regola: Chi non suda prima, non prende freddo e sonno dopo. Questa teoria richiede molta disciplina nella pedalata, ma funziona bene per me. Io so che i miei modi non funzionano per tutti. Penso che siamo tutti individui diversi, abbiamo differenti modi di fare e bisogna capire che é la diversificazione e la personalizzazione dei nostri modi di fare che ci rende tutti unici e speciali. Non esiste lo stesso giusto o sbagliato per tutti. Bisogna semplicemente saper vivere e lasciar vivere. Raggiungo il primo punto di controllo a Mantova verso le ore 02:30 della mattina. Quasi 100km sono già andati e mi sento come se fossi appena partito. Sono un po incazzato con la mia fotocamera, perchè le foto nel buio fanno veramente schifo. Uso tutte le impostazioni possibili e ho studiato per bene il manuale. Direi che sono arrivato al punto che uso il 110% della mia fotocamera che ha ormai 10 anni sulle spalle. Arrivo alla conclusione che voglio definitivamente cambiare fotocamera se voglio documentare tramite foto migliori i miei viaggi in agosto o in settembre a seconda di quando vado in vacanze quest anno. 

 

Mi sento come un cavaliere mentre pedalo sul ponte per raggiundere le porte di Mantova.È una vera e propria vergogna che neanche da fermo riesco a fotografare l´attimo notturno e indimenticabile. Le luci della citta si specchiano nel fossato delle mura della città. Mantova di notte fa veramente impressione. Babbo mi aspetta già da un mezz´ora al punto di controllo in centro. Lo vedo un po infreddolito e sudato. Segno che il suo gruppo doveva essere stato composto da uno di questi treni di alta velocità nei quali chi tira a mio parere deve essere una di quelle anime che è nata per distruggersi. Dopo il mio timbro ripartiamo subito insieme. 

Dopo Mantova si prosegue in direzione Valeggio sul Mincio. Le temperature sono belle fresche e ci tengono svegli. Qualche crisi di sonno verso le 3 della mattina la superiamo con un caffee fatto sul posto. Una mia nuova invenzione: Una doppia tripla porzione di caffe istantaneo di prima qualitá con zuccheri e mescolato con acqua in una borraccia da 250ml. Vi posso promettere che chi beve cinque sorsi di questa pozione magica non cade piú in fasi di sonno e può solo ridere in faccia a chi parla dell`effetto ali di redbull. 

Coll´ alba arrivano nuove forze. Il non esagerare e l´andatura piana durante la notte ora regala nuove forze dal niente. A 30 orari raggiungiamo verso le sette della mattina Torbole sul Lago di Garda. Il controvento ci accompagna tutto il Lungolago. L´alba primaverile é l`alba piú bella che esiste. Coll´alba raggiungiamo il lago di Cavedine per raggiungere il passo San Giovanni, dove ci aspetta il secondo punto di controllo. Sulle piccole rampe verso Nago e il Passo San Giovanni babbo accende il gas. Rimango un po a bocca aperta quando vedo con quale velocità si sale dopo più di 200km nelle gambe. In silenzio mi godo l´andatura da granfondo. È troppo bello salire i 3% di salita a 28 orari. Capisco che é arrivato il nostro solito momento di aprire il gas fino al traguardo. 

Al terzo punto di controllo arriviamo belli freschi e carichi. Ora si che siamo nel nostro elemento. Si timbra. Si fa due chiacchere e si riparte. Con le temperature in aumento ed il sole che ci splende in faccia affrontiamo la ciclabile dell`Adige in modalità accelerata.

Ormai é noto che io odio le pianure. Preferisco venti chilometri di salita infinita che 50 chilometri noiosi in pianura. E cosi in direzione traguardo cerco di difendermi e ci riesco alla grande sulle piccole rampe della ciclabile lungo il fiume Adige. I panorami stupendi e i tanti luoghi sconosciuti fanno dimenticare che mi trovo in pianura e cosi il tempo vola. 

Si ritorna a Verona nel pomeriggio. Ed anche il giretto dei 300km é fatto. Facile, senza particolari difficoltà e fattibile per tutte le classi di peso. Non c`è altro da dire. La 300 di Sportverona é un bel giro con panorami splendidi in pianura e lungo le ciclabili.