Randonnee di 400km nella Valsugana - Sportverona

17.03.2020 11:05

Sabato, 13maggio 2019. 

Brevetto Valsugana di Sportverona. 400km e 3400metri di dislivello. 

 

Il percorso:

Montorio - Colli Berici - Vicenza - Valsugana - Trento - Terlago - Arco - Nago - Sega Cavaion - Bardolino -  Sona - Sommacampagna - Verona - Montorio

 

Valutazione personale:

Paesaggio Panorami: 7/10 
Difficolta percorso:  4/10
Difficolta climatiche: 5,5/10
Organizzazione: 10/10
Consigliabile: 7/10
Costi d`iscrizione:10/10
 
Valutazione cumulativa: 7,5/ 10
 
 
Percorso con panorami stupendi. Tanta pianura con poca salita. Ideale per chi si vuole provare su percorsi lunghini e non troppo pesanti. Traccia sempre su ciclabili e strade secondarie lontano dal traffico pesante. 
 
 
 

Protocollo:

Sono le tre del pomeriggio. Solito punto d`incontro: loc. Montorio - Villa Guerrina. Ormai si sa come funzionano i brevetti che gestisce l`Asd Sportverona. Qui regna la semplicità ciclofachirica. La struttura di Villa Guerrina (link) fa imressione e viene gestito dal Cral Banco Popolare di Verona. 

 
Giorgio M. a destra

 

Secondo il sito Ari www.audaxitalia.it, la piattaforma online dei randonnieri italiani,  si sono iscritti 240 amanti della bicicletta. Anche l´Athletic Club Merano é presente con 5 randonnieri. Sembra che a Merano il movimento dei randagi sta per ricrescere. Mi fa molto piacere.

E poi alle cinque del pomeriggio si parte. L`avventura inizia.

Un bel miscuglio di amanti della bicicletta lasciano le porte di Villa Guerrina 

Si parte insieme. Io e babbo. Fare le rando e i viaggi ciclistici insieme mi fa molto piacere. Secondo me siamo il duo perfetto e ci completiamo a vicenda. Io sono più il pedalatore tranquillo. Babbo invece ha sempre un po la tendenza di pedalare piú forte del dovuto. Entrambi siamo due grandi testardi e la maggior parte c`è sintonia tra noi. Penso che ciclisticamente parlando siamo la perfetta combinazione per poter divertirci alla grande nelle lunghe distanze. 

 

Inizialmente i primi 50km si viaggia in modalità accelerata. Sulle prime colline si sale senza particolari difficolta. Questa primavera a casa mia in salita mi sono allenato molto bene. Sono fiducioso per la Nove Colli fra qualche settimana, dove quest anno mi tocchera partire dall`ultima griglia. Quest anno magari senza la rando notturna prima della Granfondo al fine di guadanarmi una griglia di partenza migliore per i prossimi due anni. Vedro strada facendo. 

Nel frattempo Verso le sette di sera raggiungiamo la città di Vicenza. La Piazza dei signori con la sua Torre Bissara fa impressione. Il centro di Vicenza è pieno di gente. Serve tanta pazienza per uscire dal centro con la bici. 

Dopo circa tre ore di pedalata raggiungiamo il primo punto di controllo al km +-90. Trimbriamo e si riparte subito per affrontare la notte. Sta notte non si dorme. Si va sempre avanti. Piano, costante, senza sudare e senza fare soste. Proprio come mi piace. Sono nel mio elemento. Il brevetto odierno é un ottimo primo test per  Parigi-Brest-Parigi. Anche a Parigi la partenza è prevista per le cinque del pomeriggio e si pedalera attraverso la prima notte senza dormire. 

Nel frattempo abbiamo lasciato dietro di noi le pianure e le colline di Verona e la città di Vicenza. Verso mezzanotte raggiungiamo la ciclabile della Valsugana. È piena notte. Chi è capace di stare da solo con se stesso e i suoi pensieri nel silenzio notturno trova momenti e attimi molto speciali. Verso le ore una della mattina timbriamo al Bicigrill a Castelnuovo pochi chilometri da Trento.

Dalla Valsugana si scende verso il secondo punto di controllo a Trento. Dall´altra parte della valle si risale per la vecchia strada del Monte Bondone, dove dopo 5km di salita nella localita di Sardagna aspetta un altro controllo. Si ride e si scherza. 

Verso le quattro della mattina pedaliamo lungo la ciclabile del fiume Sarca e inizia a piovere. È l`occasione ideale per provare se il vestiario impermeabile funziona ancora. Magari qui in pianura non ha importanza se uno si bagna. Ma a casa mia nei giri di alta montagna sarà poi fondamentale rimanere asciuto in caso di pioggia. Chi una volta in quota duemilla metri si ha beccato pioggia e grandine senza aver avuto dietro niente, capisce di cosa sto parlando. Il test del materiale va a buon fine. Il vestiario impermeabile, anche se ha già più di due anni sulle spalle, funziona ancora. Superiamo la pioggia senza bagnarci. Verso le sette della mattina raggiungiamo attraverso il passo San Giovanni il quarto punto di controllo. La notte é superata.

Da Loppio si prosegue lungo la ciclabile dell`Adige in direzione Affi. Mentre pedaliamo lungo la ciclabile che si snoda su a giu lungo i viti e impianti di melo noto come tanti altri partecipanti ci superano alla grande prendendo la corciatoia lungo la strada statale. Anime perse per le quali io non vedo speranza. Ma come un uomo saggio disse una volta.......... Bisogna dare spazio a tutti.... Allora diamoli lo spazio infernale che si meritano. Nel frattempo raggiungiamo Affi passando lungo la magnifica ciclabile anche per i mulini del vento. Sono costruzioni impressionanti. Siamo al chilometro 332. Ne manca un ottantina.

Centro di Verona

Dopo Affi ci aspetta il mio incubo. Pianura e controvento. Poche volte nella mia vita ho fatto piú di cinquanta chilometri contro il vento. Dopo tre lunghe ore di controvento  raggiungiamo belli cotti attraverso le colline di Cavalcaselle, Sona e Sommacampagna la città di Verona. Sta volta si passa un altra volta per il centro di Verona. Verona ha tanta storia e edifici storici da offrire. Verona, non è la mi prima scelta, ma in fondo una bella città con quasi trecentomila abitanti.

Dopo piu o meno ventun ore, 400km e +3000metri di dislivello ritorniamo alla base nella Villa Guerrina di Montorio Veronese. Dopo la doccia si mangia qualcosa e ci si racconta le storie del vissuto. Si ride e si scherza. Giorgio M., l`organizzatore si é impegnato al massimo di fare una quattrocento fattibile per tutti e si è meritato i complimenti. Sta volta al traguardo io sono un po cotto con la testa. Queste infinite pedalate in pianura e i tanti deviazioni lungo le colline Veronesi più il continuo controvento verso la fine del brevetto mi ha fatto perdere un po la voglia. Io personalmente avrei preferito più salita e meno girotondi sulle piccole colline poco prima di Verona. Ma alla fine dei conti direi che va bene cosi.